Qui di seguito abbiamo dato delle risposte a domande che frequentemente ci vengono rivolte. Le risposte sono sintetiche ma, speriamo, sufficientemente esaurienti.

Il metodo Pilates è adatto in età avanzata?

Non c’è limite di età nella pratica del metodo Pilates.
Alcuni tra i primi allievi di Joseph Pilates che, pur avendo oggi tra i 70 e gli 80 anni, sono ancora in splendida forma ed ancora in attività proprio per la costante pratica del metodo Pilates.
I processi di invecchiamento vengono contrastati dall’esercizio costante che, infatti, migliora la flessibilità articolare ed il tono muscolare in un insieme armonico e posturalmente corretto.

Quante lezioni del metodo Pilates è bene fare?

Dipende dalle condizioni fisiche di partenze e dagli obiettivi che ci si prefigge.
Dopo la lezione individuale di valutazione iniziale viene stilato un programma su misura che indica anche la frequenza consigliata.
Mediamente si tratta di 1 o 2 volte alla settimana.
In particolari casi può essere anche giornaliera, di solito per un breve periodo.

Che cos’è la Pilates Method Alliance?

La Pilates Method Alliance (PMA) è una associazione professionale internazionale e agenzia di certificazione, senza fini di lucro, dedicato agli insegnamenti di Joseph H. e Clara Pilates.
La missione è quella di favorire la comunità, l'integrità e il rispetto della diversità; mantenere gli standard di certificazione e di formazione continua; promuovere il metodo Pilates di esercizio fisico.

Fin dalla sua istituzione, insegnanti Pilates di tutto il mondo hanno lavorato insieme per creare una comunità unificata, per condividere conoscenze e informazioni, e, soprattutto, per stabilire la pratica di insegnamento di Pilates come professione.

È vero che una lezione Pilates costa molto?

Ogni studio applica le proprie tariffe e pacchetti di abbonamento specifici.
I prezzi possono variare di città in città e secondo il livello del centro.
I prezzi sono comunque da riferirsi a trattamenti personalizzati in cui un professionista dedica un’intera ora ad un solo cliente.
Il paragone deve essere fatto con le tariffe praticate da fisioterapisti, massaggiatori o a ben più costosi trattamenti estetici.

È possibile praticare il metodo Pilates da soli, magari con l’ausilio di un DVD?

Nel metodo Pilates tutto inizia da una lezione individuale e da una valutazione posturale che è eseguibile solamente da una persona esterna che ci osserva.
Riteniamo che gli esercizi del metodo Pilates possano essere eseguiti correttamente solo sotto la guida di un insegnante qualificato, elemento fondamentale di questa tecnica.
È meglio quindi effettuare prima alcune lezioni con un insegnante e solo successivamente ripetere a casa gli esercizi appresi.
Gli audiovisivi (DVD, YouTube, ecc) possono essere utili come approfondimento per chi ha già una preparazione di base, sufficiente per capire ed interpretare correttamente in tutte le sue componenti l'esercizio mostrato.

Che cosa è il Mat Work?

Il Mat Work è il lavoro a corpo libero del metodo Pilates così denominato poiché gli esercizi vengono eseguiti su un materassino (Mat).
Sviluppato in esercizi di difficoltà progressive, coinvolge comunque tutta la muscolatura del corpo.
Può essere effettuato a corpo libero o con l’ausilio di piccoli attrezzi ed accessori (palle di gomma, Magic Circle, ecc).

Il Mat Work è un componente del “Metodo” Pilates, ovvero tecnica strutturata che comprende anche il lavoro a corpo libero, e non è da confondere con il lavoro di gruppo indifferenziato.

Ha importanza chi lo insegna?

La postura è la risultante dei nostri equilibri, fisici ma anche psichici.
Permettere ad una persona che conosca poco o male l’anatomia, la fisiologia, i principi della postura e, soprattutto, le tecniche su come modificarla, ci sembra a dir poco azzardato.
Il metodo Pilates è una delle tecniche posturali più complete ed affidabili.

È complesso e il suo processo di apprendimento non può essere ridotto ad un breve periodo, pur con delle basi professionali già presenti.
Per ottenere i benefici che il metodo Pilates può offrire, e non incorrere in inutili rischi, la sua gestione deve essere lasciata nelle mani di un Trainer professionista certificato.
La certificazione, a nostro avviso, deve provenire da una scuola seria che offra un programma completo.
Ancora meglio se il Trainer ha ottenuto un riconoscimento ufficiale dalla PMA (Pilates Method Alliance).

Quali sono le modalità di esecuzione?

La nostra postura è unica e specifica: da ciò se ne deduce che per ottenere i migliori risultati che il metodo Pilates può offrire, si deve partire da una lezione individuale che permetta una valutazione posturale. Da questa valutazione ne deriverà un Programma Personalizzato per andare incontro alle particolari esigenze del cliente.

L’esecuzione ottimale è quella 1 a 1: ovvero un trainer per un cliente.
Nel caso di clienti già pratici del metodo un bravo insegnante può seguire contemporaneamente piùpersone ma, a nostro avviso, non più di 4 o 5.
Il metodo Pilates può essere offerto negli Studi anche in gruppo: le finalità però, in questo caso sono diverse.
Nel gruppo si possono divertire i clienti ed iniziarli ai principi del Pilates.

Non si possono però far eseguire degli esercizi prettamente posturali in modo non mirato: tali esercizi potrebbero essere potenzialmente dannosi per alcune persone a cui risultino non adatti o, peggio, controindicati.

Quali sono i Campi di Applicazione?

Il campo del fitness è quello più classico. Il campo della riabilitazione ortopedica, ma sempre più anche neurologica, è di antica tradizione.
Negli ultimi anni ha attirato l’attenzione del mondo medico e fisioterapico ottenendo risultati di rilievo, anche confrontato con altre metodiche di corrente uso.
Le nuove frontiere attualmente più promettenti sono quelle della preparazione atletica.

A chi è adatto?

È un’attività motoria adatta a persone di qualsiasi età e condizioni fisiche.
La grande varietà di esercizi, con relative varianti, e la possibilità di scegliere l’attrezzo più adatto su cui eseguirli, permette di personalizzare fin nei particolari il protocollo che dobbiamo seguire.
Ciò rende applicabile virtualmente a chiunque il metodo Pilates.

Quali sono i principi del Pilates?

Il metodo Pilates ha in sé principi di stretching, di tonificazione muscolare, concentrazione mentale ed equilibrio fisico.
Lo possiamo intendere come un trait d’union tra gli antichi principi che troviamo nelle discipline orientali (equilibrio, baricentro, concentrazione, controllo del respiro e dei movimenti) e moderni principi di allenamento muscolare (stretching, postura, lavoro per catene cinetiche).

Cos'è il Pilates

Il metodo Pilates è stato descritto nei modi più vari, prevalentemente descrivendo gli effetti benefici che genera nel corpo e nella mente di chi lo pratica.
Rientra tra le discipline olistiche perché i suoi effetti ci coinvolgono in un tutt’uno di mente e corpo.
In termini tecnici è una ginnastica posturale che, partendo da un feedback propriocettivo, permette di “riprogrammare” la postura, ovvero l’equilibrio neuro-muscolo-fasciale del nostro corpo.
Il lavoro muscolare avviene per catene cinetiche e regioni muscolari.
In questo modo, nei vari esercizi, si coinvolge sempre tutto il corpo con prevalenza della muscolatura profonda, posturale, del rachide.
Noi impariamo così a muoverci nello spazio in modo più elastico, flessibile e armonico con conseguente miglioramento del benessere fisico ed emotivo, risparmiando energia.
Non sono poi da sottovalutare le valenze estetiche di un corpo tonico, elastico e flessibile.
In quanto tempo agisce?

La “magia” indotta dal metodo Pilates si acquista progressivamente, nel giro di qualche decina di sedute, e la si percepisce con una sensazione di benessere, di sollievo da tensioni muscolari dolorose, associata ad un piacere mentale di relax.
Ovviamente i migliori risultati si ottengono, e permangono, con una costante applicazione del metodo.

Quali sono i muscoli “posturali”?

I muscoli coinvolti nel sistema posturale sono muscoli “tonici” situati prevalentemente in sede più profonda rispetto ai muscoli “fasici”.

I muscoli “tonici” hanno una struttura che li rende adatti ad una contrazione lunga, protratta nel tempo, mentre quelli “fasici” hanno il compito di eseguire i movimenti rapidi, tipici delle attività quotidiane.

La muscolatura fasica è quella che “vediamo” e che è così importante per la nostra immagine estetica ma quella tonica, che non “vediamo” è ancora più importante perché ci tiene in piedi.

La nostra specifica postura, da cosa dipende?


Dipende dalla nostra storia personale:

    Fattori genetici

    Fattori acquisiti:

        Abitudini comportamentali
        Abitudini imposte da lavoro, o attività quotidiane
        Sport praticati
        Traumi e malattie
        Atteggiamento psichico

Cos'è un Pendolo Inverso?

Il nostro corpo è un Sistema in Equilibrio Dinamico con il fulcro nei piedi, la nostra base d’appoggio.
E’ definito come un Pendolo Inverso.

La stabilità posturale dipende da un complesso sistema di controllo dell'equilibrio (che sostanzialmente coincide con il sistema di controllo della postura) che si realizza tramite il continuo controllo del tono dei muscoli posturali.
Compito del sistema tonico posturale è consentire all'uomo la stabilità posturale, sia in posizione statica che in movimento, adattandosi ai continui cambiamenti ambientali.

Per realizzare tale obiettivi il sistema utilizza una complessa rete di risorse suddivisa in 3 livelli:

  •     Recettori sensoriali (esterocettivi cutanei e propriocettivi, visivi, vestibolari e uditivi) che inviano al cervello informazioni sulle varie parti del corpo, in relazione al corpo stesso e all'ambiente.
  •     Centri nervosi superiori che integrano e rielaborano i dati derivanti dai recettori, combinandoli con i processi cognitivi.
  •     Centri nervosi effettori da cui partono i comandi ai muscoli oculomotori e scheletrici per il continuo processo di stabilizzazione antigravitazionale.

Cos’è la postura nel Pilates?

Come postura si intende la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei.

La corretta postura altro non è che la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in dinamica che in statica; ad essa vengono a concorrere vari fattori (neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali).

Importanti sono i concetti di spazialità, antigravità ed equilibrio che derivano da questa definizione.
Il concetto di spazialità è immediatamente successivo a quello di postura, infatti la postura altro non è che il rapporto del corpo nei tre assi dello spazio.
Per quanto riguarda l'equilibrio, esso è definito come il miglior rapporto tra il soggetto e l'ambiente circostante; ne deriva che il corpo, sia in statica che in dinamica, assume un equilibrio ottimale a seconda degli stimoli ambientali che riceve e del programma motorio che adotta.

Che succede in caso di infortunio?

La direttiva europea 2001/95/EC è già da tempo stata recepita dallo Stato Italiano e trasformata in legge da anni.
Questa normativa impone alle palestre e a chiunque si rivolga alla clientela per ragioni professionali, di utilizzare attrezzature conformi alle normative di sicurezza vigenti in ambito europeo.
La legge c’è ma difficilmente vengono fatti controlli in proposito.
Questi aspetti diventano però particolarmente importanti quando vengono interpellate le Compagnie Assicurative in caso di incidente.

Che cos’è il marchio TÜV-GS?

TÜV Rheinland, con sede a Colonia, in Germania è fornitore leader per servizi tecnici in tutto il mondo.
Più di 10,000 persone lavorano per il Gruppo in oltre 300 filiali in 58 paesi.
TÜVRheinland rilascia in Europa il marchio di sicurezza e qualità TÜV-GS che, da più di 30 anni, prima in Germania e poi in tutta Europa, è una garanzia riconosciuta.

Cosa vuol dire “Attrezzo Certificato”?

Un attrezzo certificato è un attrezzo che è stato sottoposto da un ente certificante a tutta una serie di prove con lo scopo di verificare la effettiva compatibilità con le norme di sicurezza e qualità.
Le norme di sicurezza di riferimento sono quelle italiane (UNI) che hanno recepito le normative della comunità Europea (EN).
Un attrezzo sottoposto a tali verifiche è da considerare sicuro secondo le più recenti normative, nei limiti dell’attività per cui è stato costruito e dell’uso a cui è stato destinato.

È vero che un attrezzo certificato ha bisogno di minor assistenza?

È vero. I test da stress che ha superato dimostrano la caratteristiche dei materiali e della tecnologia che è stata utilizzata.
Queste sono le migliori premesse per la durata nel tempo degli attrezzi e dei loro componenti. Alta qualità è sinonimo di affidabilità e durata.

Qual’è l’ importanza di utilizzare degli attrezzi certificati?

Quando un professionista lavora, esige dagli strumenti di lavoro il massimo in termini di affidabilità e sicurezza.
Un attrezzo deve essere completo, in modo da permettere di praticare tutti gli esercizi previsti dal metodo Pilates, e di tutte le varianti.
Attrezzi sottoposti ai test di certificazione garantiscono le migliori performances di durata, affidabilità e sicurezza.
I manager degli Studi e dei Centri Wellness sanno quanto possono essere onerosi i “fermi macchina” e per questo scelgono attrezzi che diano le migliori garanzie in tal senso.
Inoltre sono il miglior biglietto da visita nei confronti del Cliente, come dimostrazione di attenzione per la sua incolumità.

È vero che si possono fare gli stessi esercizi su diversi attrezzi?

Sì, è vero. Sarà compito del Teacher certificato, che deve conoscere tutto il metodo Pilates, scegliere l’esercizio più adatto, per il vizio posturale di quel cliente, scegliendo l’attrezzo più appropriato con la variante più opportuna.
Solo in questo modo ci si può davvero avvicinare alla soluzione del problema.

Quali criteri devo adottare per scegliere gli attrezzi per il mio Centro?

I più importanti sono l’Universal Reformer, la Cadillac e la Barrel.
Anche tutti gli altri attrezzi fanno parte del metodo Pilates ma hanno delle particolarità che ne prevedono l’uso in particolari casi e per specifiche esigenze.

Sono migliori gli attrezzi prodotti oggi, rispetto a quelli originali di un tempo?

Grazie alle nuove tecnologie, le migliori aziende oggi sono in grado di produrre attrezzi più sofisticati, sicuri, confortevoli e resistenti, oltre che più curati nei dettagli e nel design.
Praticare il metodo Pilates su queste attrezzature più moderne non significa però modificare la tecnica nella sua essenza, ma solo praticarla godendo di vantaggi non possibili al tempo di Joseph Pilates.

Chi ha inventato gli attrezzi per il metodo Pilates?

Joseph Pilates ha creato le sue attrezzature per il metodo Pilates oltre sessant’anni fa.
Tali attrezzi erano molto innovativi per l’epoca, ma ovviamente rudimentali nella loro struttura.
Gli attrezzi prodotti oggi devono mantenere le stesse caratteristiche per essere adatte ad un uso professionale mantenendo i principi originali.
Impiegano però nuove tecnologie e nuovi materiali per offrire il meglio in fatto di design, comfort e funzionalità, ma soprattutto garantire sicurezza.

Gli attrezzi sono necessari per la pratica del metodo Pilates?

Il “Metodo” Pilates prevede la pratica sia a corpo libero che con attrezzi specifici.
Pilates stesso ha inventato questi attrezzi e fanno parte integrante del metodo da lui inventato.
Il corpo libero, denominato “Mat Work”, è solo una componente del metodo.

Ho una palestra. È giusto cominciare con i corsi a corpo libero?

La creazione di corsi di Pilates a corpo libero ha, abitualmente, più di un vantaggio.
Primo, lo scopo diretto, di offrire un metodo nuovo, divertente, di “moda” e di soddisfare così la curiosità del cliente senza necessità di investimenti.

Dopo questa fase si assiste ad un duplice fenomeno:
il cliente sente i primi benefici del metodo, si fidelizza e spesso chiede di poter accedere a corsi personalizzati per incrementare i risultati e contemporaneamente il manager del centro che, non conoscendo il metodo Pilates era alquanto scettico sui risultati economici dell’esperimento, si convince e non solo incrementa tali corsi, ma trova anche spazio per creare un programma Pilates in personal training con attrezzi.

Questa evoluzione segue il trend generale del mondo del fitness moderno che si sta convincendo sempre più della validità dei programmi di personal training.
L’obiettivo del cliente di livello medio-alto, come è senz’altro il cliente Pilates, è sì quello ricreativo e di socializzazione, ma sicuramente anche, da cliente esigente, quello di un trattamento personalizzato che porti a dei risultati di benessere ed estetici tangibili.
Abbiamo visto molti manager soddisfatti del successo commerciale di tali iniziative e contenti di aver trovato un altro modo per soddisfare una clientela interessante ed esigente.

Che attrezzi vengono usati, e quando, in Fisioterapia?

Negli stadi iniziali di trattamento, in FKT, verranno usati più frequentemente i piccoli attrezzi, nel corpo libero, o la Cadillac.
Questo perché nelle fasi iniziali post-traumatiche, o pre/post-operatorie, il range di escursione articolare è abitualmente minimo ed il carico di lavoro deve essere modulato con estrema attenzione.
Esercizi con importanti componenti isometriche verranno scelti rispetto ad esercizi in cui prevale la dinamica.
Poi, con i progressi ed il sollievo dal dolore, un attrezzo come il Reformer, specialmente per gli arti inferiori, permette un recupero funzionale molto rapido ed efficace.
Come sempre, in campo professionale, sta poi alla preparazione del singolo terapeuta trovare la soluzione più adatta ad ogni specifico problema.

Come posizionare lo spazio Pilates nel mio Centro?

All’interno del Centro, è essenziale una ubicazione dello spazio dedicato alla Pilates in una zona dove il relax fisico e mentale sia realmente possibile.
Per incrementare l’ambientamento positivo del cliente, l’illuminazione ambiente deve essere curata, disponendola in modo da essere calda, diffusa e mai diretta.
Ricorda che il Cliente è spesso sdraiato con gli occhi rivolti al soffitto.
Inoltre è da evitare l’impatto acustico, ad alto volume, delle altre attività presenti nel Centro.
Un sottofondo musicale rilassante contribuisce molto al raggiungimento del relax psico-fisico che vogliamo ottenere.

Qual'è la configurazione media di uno Studio?

Non esiste una configurazione “standard” di uno Studio Pilates anche se alcuni attrezzi come il Reformer, la Cadillac e la serie delle Barrel sono considerati, da tutti, indispensabili.
Anche il campo di applicazione non è appannaggio specifico: sia nel fitness che in riabilitazione sono utilizzabili tutti gli attrezzi, a discrezione del Trainer o del Riabilitatore.

Generalmente la configurazione media di uno Studio che possa soddisfare 7-8 clienti/ora nell’ambito di un programma di personal training, cosa che la Pilates è nella sua essenza, prevede due Reformers, una Cadillac, una Large Barrel, una o più Step Barrel, e un numero da 5 a 10 Magic Circle, Emicilindri di varie dimensioni, palle di gomma ecc.
Da questo nucleo di partenza si può poi evolvere in base alle esigenze specifiche, in base al tipo di clientela e di attività del Centro con una configurazione più mirata.
Una consulenza specifica in tal senso verrà data dall'Azienda a cui ci si rivolge o dal Trainer responsabile.

Quali attrezzi devo inserire?

Universal Reformer

È il nome originale dato da J.H. Pilates al suo attrezzo principale.

Il Reformer è composto da un carrello mobile che scorre all’interno di una struttura portante.
Il carrello è ancorato con delle molle che, variabili per numero e tensione, ne condizionano la forza elastica di ritorno alla posizione di partenza.
Il carrello presenta appoggi per le varie parti anatomiche e una barra poggia-piedi completa tale configurazione.

Gli esercizi sul Reformer sono prevalentemente dinamici, con un ampio range di escursione articolare.
Permette di lavorare sia con gli arti superiori che inferiori, sempre coinvolgendo il rachide.
Meravigliosi gli esercizi di stretching dinamico.

Cadillac

La Cadillac, altro nome originale, è un attrezzo derivato dai vecchi lettini fisioterapici usati negli ospedali nel secolo scorso.
È un lettino fisso sormontato da una struttura metallica che permette l’ancoraggio di vari accessori.
Èconsiderato uno degli attrezzi fondamentali.

Barrel

Usata in esercizi generalmente più statici, isometrici, è molto utile in fisioterapia, specialmente nelle fasi iniziali di trattamento.
Large Barrel, Step Barrel, Small Barrel, Swing Barrel e Cuscini emicilindrici: sono attrezzi simili nei principi.
Si differenziano per le dimensioni ma hanno tutti delle caratteristiche simili: una parte emicilindrica, “Barrel” appunto, su cui eseguire gli esercizi, variando appoggi ed accessori.
Molto validi i programmi di stretching su questi attrezzi.

Chair

La Chair, progenitore degli attrezzi da home-fitness, offre una sorprendente varietà di applicazioni potendo far lavorare ogni singola parte del corpo e, come sempre, in una armoniosa coordinazione tra loro.

Attrezzi minori

Altri attrezzi minori, per dimensioni ma non per importanza, sono il Magic Circle, I Twisters, le palle posturali, gli elastici ed altri.
Ognuno di questi può essere utilizzato da solo, con uno specifico programma, o come complemento negli esercizi sugli attrezzi maggiori.
Ci vorrebbero pagine e pagine per spiegare le infinite opportunità di impiego e, per questo, rimando ai corposi volumi dedicati agli allievi dei corsi di certificazione.

Quanto spazio devo lasciare per il MatWork?

In ogni caso deve essere lasciato spazio per il corpo libero.
Il corpo libero “Mat Work” è una parte molto importante del metodo Pilates… ma ricordiamoci che è solo una parte.
I gruppi basati sulla questa tecnica sono sicuramente accattivanti, divertenti ed efficaci.

Sono una ventata di novità nella scena del fitness e sono frequentatissimi ovunque.

Sono molto importanti per divulgare la conoscenza del metodo pilates ed invogliare i clienti ad approfondire la pratica con gli attrezzi in modo di godere a pieno dei benefici che il Pilates, nella accezione “completa”, può dare.

Quanto spazio devo avere a disposizione da dedicare al Pilates?

Lo spazio necessario è solitamente non molto ampio.
Parliamo di sola “sala macchine”, escludendo i locali reception, servizi, spogliatoi ecc. che possono essere dedicati o condivisi con le altre attività presenti o meno nel centro.
Solitamente possono bastare circa 50-60 m2.
Questo spazio lo divideremo tra macchine e spazio aperto per il corpo libero.

Come organizzare uno spazio destinato al Pilates?

Prima di tutto bisogna analizzare la propria situazione e risondere alle seguenti domande:

    Quanto spazio ho a disposizione?
    Qual è lo scopo principale della Pilates nel mio Centro? Fitness, preparazione atletica o riabilitazione?
    Quante sono le persone che devo trattare nel corso di una giornata?
    È la sola tecnica che ho a disposizione nel mio Centro o sono vari i tipi di ginnastica, posturale o meno, che offro alla clientela?
    Credo nel metodo Pilates tanto da dedicargli uno spazio fisso o lo interpreto solo come una delle tante mode passeggere?
    Ovvero: nella mia sala voglio fare un po’ di tutto e gli attrezzi sempre in mezzo disturbano?
    Voglio offrire una Pilates completa con trainer certificati e attrezzi professionali o invece solo il corpo libero per “ricreare” i miei clienti con dei gruppi divertenti e non noiosi?

Come e perchè aprire un Centro Pilates

Sono sempre più numerose le persone che, per motivi diversi, decidono di cimentarsi in una disciplina completa e coinvolgente come il metodo pilates.
Gli studi specializzati e i club che la inseriscono nel proprio palinsesto – dotandosi degli attrezzi e formando adeguatamente i propri istruttori – continuano ad aumentare anche in Italia.

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